La notte era buia e silenziosa, solo un soffio leggero di vento spostava di tanto in tanto qualche granello di sabbia, quando all’improvviso si iniziò a percepire oltre la duna il chiarore delle fiaccole e le risate allegre di alcuni uomini: un corteo nuziale. Lo sposo era un ricco commerciante d’olio che di ritorno dal suo ultimo viaggio aveva deciso, impaziente, di recarsi a casa della sua fidanzata e di presentare formalmente la sua proposta di matrimonio. Certo l’ora non era delle più felici, ma lui era troppo impaziente di coronare la sua vita con Maria e il suo purissimo sangue ebreo sapeva a memoria tutti i gesti necessari per celebrare degnamente questa unione. Già mentre era di ritorno aveva predisposto tutto: aveva inviato servi a chiamare i suoi amici per comporre il corteo nuziale, aveva avvisato la sua futura moglie di preparare le vergini che l’avrebbero accolto, come da tradizione. Ora finalmente la casa di lei si intravedeva all’orizzonte, svegliate dal clamore cinque lampade si accesero nel cortile, la gioia e l’impazienza erano palpabili. A grandi falcate, in cima al corteo, stando attento a non sgualcire il suo abito migliore, lo sposo raggiunse la porta della casa; cinque bellissime ragazze lo aspettano con le lampade accese e sorridendo gli aprirono la soglia. Lui prima di entrare si fermò un attimo, riconosceva i volti di quelle ragazze, si ricordava i loro sorrisi quando erano venute nel suo negozio a comprare olio per le lampade che ora guizzavano davanti a lui. Con un leggero inchino e si complimentò con loro per lo zelo con il quale avevano atteso il suo arrivo a quell’ora. Le vedeva indugiare sulla porta come se aspettassero qualcun altro, ma lui non poteva aspettare, c’erano i suoi amici e il sorriso caldo della sua futura moglie ad attenderlo. In pochi minuti il calore delle risate e la luce delle lampade si spensero dentro alle porte della casa della sposa proprio mentre i passi svelti di alcune giovani ragazze tentavano di correre sulla strada sabbiosa. Arrivate boccheggianti alla casa altre cinque vergini provarono a bussare per chiedere di entrare, che stupide a non aver pensato che anche a loro sarebbe servito dell’olio per le lampade per poter aspettare lo sposo come si sarebbe convenuto, appena si erano rese conto del fatale errore erano corse a prenderlo, ma era già tardi. L’uscio della porta si riaprì cigolando lento quel tanto che bastava allo sposo per guardare fuori. Nel buio della notte quelle ragazze coperte dal velo non sembravano niente di più che accattone.
< Io non vi conosco > disse perentorio e la porta si chiuse.
Lo sposo del resto aveva detto la verità: non aveva mai visto quelle ragazze nel suo negozio, se fossero state davvero le altre vergini che lo aspettavano le avrebbe sicuramente riconosciute, ma queste non avevano mai avuto a che fare con lui.
Non gli avevano mai chiesto neanche una goccia d’olio.