LA VOLTA

C’era una volta….
Una Volta Romana, grande, bella e fatta tutta di marmo bianco che era triste perché i suoi costruttori non le avevano fatto né una bocca né degli occhi e neppure delle orecchie. Così questa povera Volta, che voleva conoscere il mondo esterno, pregò di poter avere una bocca per chiedere a qualcuno com'era il mondo. Fu così che un giorno, uno scalpellino che passava di lì vide la Volta e decise di scolpire un piccolo arco simile ad un sorriso per renderla più bella. Improvvisamente la Volta cominciò a parlare e lo scalpellino corse via spaventato, lasciando la Volta sola e triste a lamentarsi dicendo: < A che mi serve una bocca, se poi non ho nessuno con cui parlare? >
Una povera ragazza che passava di lì si mise a sorridere sentendo la volta che parlava da sola e rimase incantata a fissarla; la Volta però non la sentiva perché non aveva orecchie e non sapeva che fosse lì; così per un’ intera giornata la bambina rimase sempre davanti alla Volta senza mai dire niente.
Quando ormai si avvicinava la notte, la bambina, commossa, si avvicinò alla Volta e le chiese perché era triste, la Volta però non poteva sentirla e visto che non le rispondeva ma continuava a parlare al vento, la bambina prese un sasso e scavò due buchi sulla Volta perché potesse sentirla.
Da quel giorno la Volta poté parlare con la bambina e raccontarle la sua storia: di quando era nata e aveva iniziato a parlare e di quanto desiderasse vedere il mondo.
La bambina divenne sua amica e tornava dalla Volta tutti i giorni per parlare con lei e raccontarle com’era il mondo, ma non riusciva trovare nessuno che le scolpisse gli occhi per realizzare il suo desiderio di vederlo di persona.
Passarono gli anni, la bambina crebbe e diventò grande, ma non smetteva comunque di andare tutti i giorni dalla Volta per raccontarle tutto quello che sapeva sul mondo e in poco tempo la Volta conosceva perfettamente tutta la sua città e ciò che le stava attorno.
Dopo un po’, però, la bambina che era diventata vecchia, smise di venire e la Volta rimase sola e triste perché nessuno parlava più con lei.
Un giorno, però, sentì un bambino piangere sotto di lei perciò, cercando di non spaventarlo, disse: < Piccolo bambino, perché piangi ?>
Il bambino ancora in lacrime rispose: <Perché sono inutile, i miei genitori sono morti e io non ho un posto dove andare né un soldo per comprare da mangiare, magari fossi come te.>
La volta sorpresa chiese al piccolo perché mai lui volesse essere come lei e quello rispose: < Perché tu sorreggi il ponte che porta in piazza e tutti ti vogliono bene per questo! >
La Volta, sorpresa, si accorse che era vero, ma che non aveva mai notato che tutti le camminavano sopra senza accorgersi di lei, perciò decise di aiutare il bambino e gli raccontò come volendolo fortemente un giorno aveva ricevuto la bocca e le orecchie. Il bambino restò sotto la Volta e con lei giorno e notte implorava di trovare qualcuno che lo aiutasse. Poco dopo sotto alla Volta passò una ricca ragazza che aiutava una donna molto anziana che a fatica si reggeva in piedi. La vecchia sorrise alla Volta e disse:< Scusa se non sono venuta a trovarti in questi anni ma una malattia mi ha tenuta a letto per molto tempo, ti presento mia figlia, era ansiosa di conoscerti.>
La Volta riconobbe quella che un tempo era la bambina che le aveva fatto le orecchie e le chiese se avesse potuto fare qualcosa per il povero bambino che viveva sotto di lei. La giovane ragazza vedendolo ne ebbe compassione e lo portò a casa con sé. Così la Volta, felice per aver finalmente aiutato qualcuno, rinunciò al suo sogno di conoscere il mondo e si dedicò a consolare e a parlare con chi passava sotto di lei e le chiedeva aiuto e non le importava di essere cieca: a lei bastava aiutare il prossimo e più passava il tempo più si accorgeva che le persone che aiutava tornavano a ringraziarla e ad aiutare i meno fortunati. In pochi anni la Volta divenne uno dei punti più famosi della città e probabilmente, ancora oggi, parla, consola e aiuta chi ha il coraggio di rivolgere la parola ad una semplice Volta.