Oltre la Linea Gialla
Partenza
Le porte del treno si chiusero sbuffando mentre gli ultimi passeggeri si sistemavano ai loro posti, finalmente il controllore mise piede nel vagone.
-Posso parlarle? -
-Cosa c’è ragazzo? –
-Io la ammiro, ammiro la sicurezza con la quale conduce questo treno e la sua vita, io voglio imparare da lei, sono stanco di combattere con il vuoto che ho dentro. -
Il controllore sollevò gli occhi dal tablet e lo fissò
-Ragazzo aiutami a capire, io non so niente di te, cosa ti è successo? -
-Ho passato le ultime settimane ad evitare tutto e tutti, sono salito sul primo treno che ho trovato pur di fare qualcosa, la prego mi insegni ad andare avanti. -
-Avanti? Verso dove? -
-Non lo so, mi spieghi come non avere paura, paura del mondo, delle mie responsabilità, paura del futuro. Io temo di avere una terribile paura di andare avanti. -
Un breve momento di silenzio si insinuò tra i due.
-E questo treno non fa parte del tuo mondo? - Chiese silenzioso il controllore.
Il ragazzo si fermò a guardare intorno: iniziò a distinguere i sedili blu del regionale veloce, i lineamenti di ferro e plastica che si allungavano davanti a lui; fuori dalle finestre la campagna che scorreva veloce.
-Anche questo treno fa parte del mio mondo…-
-Puoi aver paura di qualcosa di tuo? -
Il ragazzo si fermò a riflettere, si guardò le mani, che fino a qualche istante prima erano solo linee in bianco e nero e adesso invece, erano mani, rosa, segnate di graffi e di cicatrici: erano davvero le sue mani.
-No, non si può aver paura del proprio mondo, qui devo essere al sicuro. -
-Qui e là sono solo punti di vista, ognuno porta con sé il suo bagaglio di paure-
-Come faccio a non aver paura? A non farmi condizionare da quello che mi succede? -
-Credo ti farebbe bene vedere le cose da altre prospettive, hai mai sentito parlare della gravità dei rapporti? -
-No, Signore. - Ammise il ragazzo
-Allora vieni con me, ti farò conoscere gli altri passeggeri. -
-Andiamo a controllare il loro titolo di viaggio. -
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Indice
Biglietto prego
Meteora
Coincidenze
Pausa Caffè
Ritardando
In funzione di
Ancona Piacenza
Urbino
Promesse di settembre
Take Off
Scacco matto
Santa Lucia
-
Speleologa
Corrente
Sette di mattina
Stato solido
Soprabito
Ellisse
Perle di luce
Occhi marroni
Lacrime calde
Nuvola nera
Fiori di pesco
Voglio promesse
Una sottile linea gialla
Ottobre
Le regole dei viaggi
Io c’ero
I Passeggeri:
Il Controllore
Ogni partenza ha il suo rituale
la sua puntuale liturgia
le porte chiuse, l’inizio della litania:
elenco di prossime stazioni.
È l'abitudine di obliterare rapporti,
decidere a tavolino le deviazioni
che mi ha portato a camminare
lontano dalle orbite.
Quante ne ho attraversate
di gravità altrui
ignorando l'attrazione.
Ho fatto del viaggio la mia vita
collezionato titoli
fino al capolinea.
L’Equilibrista
Ho solo un filo appeso alla vita
quando mi affaccio al vuoto,
sono la corda tesa
attraverso lo spazio
un corpo celeste
sudato di stelle cadenti,
una cometa che ha ancora paura di perdere
l’equilibrio.
Ma verrà il giorno in cui taglierò i ponti
e lascerò cadere la paura
allora l’inciampo sarà l’inizio di un salto.
Il Matematico
Stanotte apro parentesi
ho il mio sistema di fare le cose
una lista, ordinata, pochi punti:
per affrontare l’ipotesi
di aver lasciato un errore nell’equazione.
Io non ho mai preso alla lettera
certi sfoghi di incognite,
avevo posto le mie condizioni
per semplificarmi la vita
ma tu non le hai rispettate.
Ora cammino su un piano incrinato
cerco nuove coordinate
in funzione di lei.
La Viaggiatrice
Ho sempre avuto gli occhi accesi
bruciavo dentro,
ma non c’era acqua capace di spegnere
quella scintilla di domande.
Ogni giorno calpestare
sabbie di ricordi ardenti:
non potevo trattenermi
e ho iniziato a camminare
verso qualcuno da incolpare
piromane o pompiere
in cerca di sollievo.
La Musicista
Note in bianco
nessun silenzio sotto alle coperte
per non sentire
gli scricchiolii di parole taglienti.
La scuola mi ha insegnato che
in questo piano di tasti bianchi o neri
io preferisco sedermi
sull’ultimo gradino della scala
dove altre dita non riescono a toccare.
Voglio solo restare fuori dal coro
con tutte le mie stonature.
Lo Scrittore
Sospirando si impara ad arredare il vuoto
pochi ricordi e qualche grammo di polvere
armadi per gli scheletri, cassetti per i sogni
orme sul tappeto mentre chiudo le persiane
per annegare l’ombra che mi tiene compagnia
e ora posso scrivere
per riempire gli spazi basta una penna:
mobili di parole, frasi d’inchiostro
spigoli di virgole e punti.
Ora pago l’affitto al buio per ristrutturarmi
voglio imparare a convivere con me stesso
voltare pagina.
Il Viaggio
-Questo treno ha pochissimi passeggeri.-
-Ne ha quanti ne bastano, quattro più noi.-
-Sei persone rimangono poche per un intero treno.-
-Ma sono più che sufficienti per te. Ma Adesso sediamoci e parliamo di questo tuo problema.-
Il controllore e lo scrittore si sedettero, uno di fronte all’altro dopo aver attraversato tutto il vagone e i suoi inquilini. Quella stanza stretta e lunga era piena di sguardi: orbite che si attraevano e respingevano.
-Riesci a vederli adesso?.- Chiese il controllore dopo qualche minuto.
Lo scrittore guardò meglio: vedeva in effetti delle linee tracciate tra i passeggeri, come dei fili sottili sospesi a mezz’aria: dei legami.
-Credo di vederli, ma come dovrebbe aiutarmi?-
-Per prima cosa ti renderai conto che il mondo non gira tutto intorno a te e poi...Il resto te lo diranno loro.-
Biglietto Prego
Chiedeva un titolo di viaggio
“Signorina, il suo biglietto.”
sussurrò il controllore incuriosito
da quella donna di prima classe
occhi incandescenti in piedi
contro un finestrino.
Riconobbe lo stesso cuore obliterato,
orecchie abituate ai fischi,
ma troppa fretta per le regole:
preferiva pagare, caro.
Meteora
Bastò la luce di un’iride
e la mia bussola tremò
davanti a quegli occhi magnetici.
Una volontà di ferro
teme solo le calamità
che fermino i passi.
Sento l’abbraccio del gelo,
ma non voglio restare ad assiderarmi.
Sento altre voci chiamarmi
mentre ci allontaniamo
brillano aurore boreali
tra me e te, ora.
In Funzione di
Quando disegni note in aria
le tue dita sfiorano lo sguardo.
Sarebbe scortese chiedere
come ti si sono spezzate
le linee della mano?
Vorrei accarezzarti la pelle
studiare concavità e convessità,
seguire i punti, massimi e minimi,
toccare i ricordi che hai escluso
dal tuo dominio
così da poterti descrivere.
Le risposte che guariscono
sottintendono domande taglienti,
le mie vanno ricalcolate
in funzione di te.
Coincidenze
Bologna scusami
se questa volta cambio e basta
e non mi fermo nemmeno a salutare
ma ci sono treni da prendere
coincidenze che devo rispettare
se voglio arrivare dove voglio.
Ho l’impressione che Dio sia
un capostazione
capace di manovrare gli scambi
di gestire ritardi e ripartenze.
Lo dico a metà del viaggio
che nonostante tutto
io credo alle coincidenze.
Ritardando
Avevi un’aria stonata
in mezzo a quel treno
il tuo ritmo mi ha fatto inciampare i pensieri
picchiettavi fuori tempo
contro al finestrino.
Ti sei voltato adagio,
hai sostenuto lo sguardo,
con un largo sorriso.
Eravamo già d’accordo
a viaggiare ritardando.
Pausa Caffè
Si alzano in aria i fumi del caffè
Quando gioca a rincorrere il cucchiaio
grida "preso" ad ogni giro
credendo di averlo stretto.
Sei andata via così: alzando il polso
lasciandomi freddo, mentre giocavo
a sbollire l'amore inespresso.
=
Ancona - Piacenza
Condividiamo la tratta Ancona-Piacenza:
io puntualmente in ritardo
tu, al contrario, in timido anticipo.
Dicono che siamo agli antipodi
ed è vietato attraversare i binari
tu hai l’abitudine di salire a destra
Io a sinistra.
Abbiamo sempre aspettato allo stesso modo
due treni diversi.
Urbino
Sono mesi che salgo gradini
solo per venirti a trovare
tu che sei tutta scale e sorrisi
non ti lasci mai toccare dai turisti
hai negli occhi spigoli e crepe
appigli usurati da esploratori incauti
che non sono mai arrivati
a guardare il panorama
aggrappati alla tua mano.
Promesse di Settembre
Accarezzami con i respiri
prometti, che l'estate non finirà
che avrai sempre sale nei capelli.
Prometti, che custodirai i nostri
castelli di sabbia che la marea non
li espugnerà.
Prometti, che avremo giorni lunghi
e notti corte tra di noi quando dovrò
tornare al mio porto.
Ho adorato naufragare nei tuoi occhi
prometti, che li ritroverò a ogni
sguardo di mare.
.
Take off
Mi spaventano i decolli
le ali che tremano più delle gambe
allaccio le mani alle tue
perché non mi fido delle cinture.
Un aeroplano nel vento
non prova
l'indecisione delle piste
a te basta una luce verde
per partire e decollare
alzare lo sguardo e andartene via
a migliaia di piedi
da me.
Scacco matto
Rimetto i pezzi sulla scacchiera
gli scudi neri dei pedoni
e i cavalli bianchi che provano
a saltare le mie difese,
non scelgo mai la prima mossa
mi limito a togliere un pezzo alla volta.
Ci siamo invasi a vicenda
mangiati avidamente
fino a rimanere soli
ai lati opposti della partita.
Santa Lucia
Sfiorami come l'alba a dicembre
quando scioglie il buio e la brina
da questa notte colata via
veloce più di ogni mattina;
oggi lascia che sia io a sfilare
i tuoi occhiali appannati:
l’affanno dei nostri respiri
è un sussurro condensato,
ma io voglio vedere
quegli occhi tremanti di gioia
sorridere senza rimorsi.
Vuoi avere paura con me
nelle notti sempre più corte?
<
Speleologa
Sei la prima a notare i solchi
agli estremi dei miei sorrisi
a studiare l'erosione del viso
per capire cosa si è consumato,
qual è stato il prezzo delle mie risate.
Attenta a scavare nel passato
ho l'anima carsica giù nel petto
ma tu afferri la torcia e ripeti
“adoro i tuoi sorrisi scoscesi”.
Corrente
Tu sai amare goccia a goccia
fino a scavare un posto
per le mie dita tra le dita,
hai la pazienza dell’acqua
di levigarmi un sorriso
e lasciar scorrere via le paure.
Con te voglio attraversare il mare
mano nella mano.
Siamo ciò che resta dell’erosione.
Sette di mattina
Ti guardo ad occhi chiusi
per paura di svegliarti
percorro i corridoi delle tue braccia
con la cura di evitare gli spigoli
e gli scricchiolii del tuo corpo
che conosco come casa mia
come le tasche della giacca
che infilo di soppiatto
mentre esco.
Ti lascio un bacio sulla fronte
ricordo del nostro buio
prima di aprire le persiane.
Stato solido
Apri gli occhi adesso
servono stelle con raggi di mascara
per riscaldare lo spazio che ci avanza
tu che ti infiammi per una parola fredda
scioglimi un dubbio
ti sembro diverso?
non rispondermi a ricordi
non ho problemi di memoria
sono solo stanco di non trovare spiegazioni
in fondo il nostro rapporto
non è mai stato solido.
Soprabito
Indosso, ancora stretto
un tuo breve abbraccio
cerniera di dita sulla schiena
tessuto su misura
riparo dalle solitudini
trappola di ricordi
lo porto sempre sopra le spalle
lo abito, mio malgrado.
Ellisse
Ho capito giocando con te
che al centro di tutto stanno le regole:
insomma, mantenere le distanze
finché non ci si mette a fuoco.
Forse sono andato troppo avanti
questo è il punto
smettiamo di girarci attorno
tu volevi solo chiudere un cerchio, io
condividere un’ellisse.
Costante
Perle di luce
palpebre al tramonto
occhi d’estate
Occhi marroni
caduti dal castagno
sguardi sgusciati
Lacrime calde
lasciate alla notte
tornerò presto
Nuvola nera
copri le lacrime
prima che tuoni
Fiori di pesco
colorano il vuoto
che hai lasciato
Voglio Promesse
da stringere al petto
gemme d'estate
Forza
Io c'ero
Io c’ero
bruciavo in tua presenza
la fiamma scavava
la cera
goccia a goccia
fino a scoprire l'osso, un filo
di cenere
perso nel buio
un ultimo alito di fumo
"è compiuto"
ma adesso è luce
nella notte
Pagina
Voglio voltare pagina
tremare sotto alle dita
di chi non giudica la copertina,
scorre sangue nelle venature
ma nessun tatuaggio d’inchiostro
perchè i fogli bianchi sono ottimi specchi.
Voglio lasciartene uno
alla fine del mio libro.
Una sottile linea gialla
C'è una sottile linea gialla
tra i binari e le panchine
tra gli sconosciuti e gli intimi
che ho sempre voluto superare,
ma dovrei essere puntuale
per salire su quel treno,
aspettare il fischio del freno
per non sbagliare il passo.
Io credo nelle coincidenze
nella magia delle stazioni italiane
che ripetono ad ogni passeggero
“Allontanarsi dalla linea gialla”
ma non avvertono mai di
“Stare attenti al vuoto”.
Ottobre
Sarà che il freddo ghiaccia le carezze
che gli abbracci bagnati si sciolgono
sarà che i baci erano certezze
che le solite scadenze incombono.
Chissà se l'autunno ci ha mai pensato
ai danni immensi che fa ai rapporti
alla pioggia di lacrime che ha causato
al trauma dei vestiti ancora corti.
Non abbiamo la forza delle foglie
abituate a tramontare ogni anno
loro non si lasciano cadere
provano a volare.
Le regole dei viaggi
I viaggi hanno regole ferree:
la prima è che si deve viaggiare
in tutti i modi e in tutti i sensi
che si faccia in compagnia o con se stessi;
la seconda è non abituarsi
provare sempre almeno un'avventura
un cibo o una strada diversa
se serve un sentimento;
la terza è non avere regole
seguire a stento quelle necessarie
da infrangere in caso d'emergenza.
L'unica da ricordare sempre è che
gli amici purtroppo si incontrano
spesso alla fine.
Questione di rapporti
Avevo tracciato una linea
per separare lo spazio
da chi mi sta intorno
volevo mettere un punto
restare isolato.
Ma tu sapevi dimostrare l’assurdo
mi hai insegnato a cercare l’infinito
a contenerlo, tra alti e bassi,
a inscatolarlo per un trasloco
hai dimostrato che continuando a dividere
esisterà sempre almeno un punto in comune.
La nostra è stata una parentesi, chiusa
ma mi ha insegnato che la vita
è questione di rapporti.
Nota
Cala la notte dietro alle quinte
sotto una pioggia di applausi,
vibrano ancora le dita, nude
che ho imparato a riparare
dalle pressioni sbagliate.
Finalmente dietro al sipario
ci sei tu a tenermi per mano
ogni volta che ti ritrovo.
Per amare e suonare occorre
il coraggio di accettare le assenze.