«E se non volessi raccontare di questo treno?
Se volessi lasciare questo viaggio privato...Potrei?»


«Ogni viaggio appartiene al suo viaggiatore, ma nel tuo caso sarebbe molto egoista:
ogni personaggio di questa storia che tu hai incontrato ora vive una vita distinta dalla tua, scenderà da questo treno quando lo crederà opportuno, entrerà nella vita di qualcun altro e racconterà di questo vagone, di questo treno e, inevitabilmente, di te.»


I fischi dei freni iniziarono a rallentare il treno, lentamente il paesaggio fuori dai finestrini recuperò la sua forma, le linee iniziarono a farsi spesse, i colori ad accendersi.
Mentre il treno si fermava il controllore si alzò dal suo posto e si diresse verso la porta del vagone.


«Credo che questa sia la tua fermata.» Aggiunse rivolto allo scrittore.
«È stato un piacere viaggiare con lei.»


Lentamente lo scrittore si alzò e raggiunse l’uscita, guardò un’ultima volta il controllore che lo aveva accompagnato in quel viaggio e gli disse sorridendo:


«Cerchi di andare avanti, mi raccomando.»


«È il mio lavoro signore, è proprio lì che è diretto questo treno: avanti.»


Nessuno dei due aggiunse altro, nessuno degli altri passeggeri disse niente.
E così lo scrittore scese dal treno e questa storia andò oltre.