Scritti

Oltre la linea gialla

Raccolta poetica · 2020

Oltre la linea gialla

La gravità dei rapporti

Una raccolta di Vittorio Cicchetti tra poesia e racconto illustrato: un viaggio in treno dentro le forze, le distanze e le costanti che regolano i rapporti.

Scorri per salire a bordo.

Atto 01

Partenza

Le porte del treno si chiusero sbuffando mentre gli ultimi passeggeri si pigri sistemavano ai loro posti, finalmente il controllore mise piede nel vagone.

-Posso parlarle?-

-Cosa c’è ragazzo?-

-Io la ammiro, ammiro la sicurezza con cui conduce questo treno e la sua vita, io voglio imparare da lei, sono stanco di combattere con il vuoto che ho dentro.-

Il controllore sollevò gli occhi dal tablet e lo fissò

-Ragazzo aiutami a capire, io non so niente di te, che ti è successo?-

-Ho passato le ultime settimane ad evitare tutto e tutti, sono salito sul primo treno che ho trovato pur di fare qualcosa, la prego mi insegni ad andare avanti.-

-Avanti? Verso dove?-

-Non lo so, mi spieghi come non avere paura, paura del mondo, delle mie responsabilità, paura del futuro. Io temo di avere una terribile paura di andare avanti.-

Un breve momento di silenzio si insinuò tra i due.

-E questo treno non fa parte del tuo mondo?- Chiese silenzioso il controllore.

Il ragazzo si fermò a guardare intorno: iniziò a distinguere i sedili blu del regionale veloce, i lineamenti di ferro e plastica che si allungavano davanti a lui; fuori dalle finestre la campagna che scorreva veloce.

-Anche questo treno fa parte del mio mondo…-

-Puoi aver paura di qualcosa di tuo?-

Il ragazzo si fermò a riflettere, si guardò le mani, che fino a qualche istante prima erano solo linee in bianco e nero e adesso invece, erano mani, rosa, segnate di graffi e di cicatrici: erano davvero le sue mani.

-No, non si può aver paura del proprio mondo, qui devo essere al sicuro.-

-Qui e là sono solo punti di vista, ognuno porta con sé il suo bagaglio di paure-

-Come faccio a non aver paura? A non farmi condizionare da quello che mi succede?-

-Credo ti farebbe bene vedere le cose da altre prospettive, ti va di fare un viaggio?-

-va bene, Signore.- rispose il ragazzo

-Allora Vieni con me, ti porterò dagli altri passeggeri.-

-Andiamo a controllare il loro titolo di viaggio.-

Binario 02

Indice

Le fermate del viaggio. Seleziona una destinazione oppure continua a scorrere.

Atto 03

I Passeggeri:

Il Controllore

Ogni partenza ha il suo ritualela sua puntuale liturgiale porte chiuse, l’inizio della litania:elenco di prossime stazioni.È l'abitudine di obliterare rapporti,decidere a tavolino le deviazioniche mi ha portato a camminarelontano dalle orbite.Quante ne ho attraversatedi gravità altruiignorando l'attrazione.Ho fatto del viaggio la mia vitacollezionato titolifino al capolinea.

L’Equilibrista

Ho solo un filo appeso alla vitaquando mi affaccio al vuoto,sono la corda tesaattraverso lo spazio,un corpo celestesudato di stelle cadenti,una cometa che ha paura di perderel’equilibrio.Ma verrà il giorno in cui taglierò i pontie lascerò cadere la paura:allora l’inciampo sarà l’inizio di un salto.

Il Matematico

Stanotte apro parentesiho il mio sistema di fare le coseuna lista, ordinata, pochi punti:per affrontare l’ipotesidi aver lasciato un errore nell’equazione.Io non ho mai preso alla letteracerti sfoghi di incognite,avevo posto le mie condizioniper semplificarmi la vitama tu non le hai rispettate.Ora cammino su un piano incrinatocerco nuove coordinatein funzione di te.

La Viaggiatrice

Ho sempre avuto gli occhi accesibruciavo dentro,ma non c’era acqua capace di spegnerequella scintilla di domande.Ogni giorno calpestaresabbie di ricordi ardenti:non potevo trattenermie ho iniziato a camminareverso qualcuno da incolparepiromane o pompierein cerca di sollievo.

La Musicista

Note in bianconessun silenzio sotto al cuscinosentivo sempregli scricchiolii dei disaccordi.La scuola mi ha insegnato chein questo piano di tasti bianchi o neriio preferisco sedermisull’ultimo gradino della scaladove altre dita non riescono a toccare.Voglio solo restare fuori dal corocon tutte le mie stonature.

Il Ragazzo

Sospirando ho cominciato ad arredare il vuoto a spazzare via i resti del trasloco,riordinare l’armadio per gli scheletrie svuotare i cassetti dai sogni.Ho calpestato le mie orme sul tappetomentre serravo le persiane.Ed ora è il buio intornoa lui, solo, voglio pagare l’affittonell’attesa di ristrutturarmi.

Atto 04

Il Viaggio

-Questo treno ha pochissimi passeggeri.-

-Ne ha quanti ne bastano, quattro più noi.-

-Sei persone rimangono poche per un intero treno.-

-Ma sono più che sufficienti per te. Adesso sediamoci e parliamo di questo tuo problema.-

Il controllore e il ragazzo si sedettero, uno di fronte all’altro, dopo aver attraversato tutto il vagone e i suoi inquilini. Quella stanza stretta e lunga era piena di sguardi: orbite che si attraevano e respingevano.

-Riesci a vederli adesso?.- Chiese il controllore dopo qualche minuto.

Lo scrittore guardò meglio: vedeva in effetti delle linee tracciate tra i passeggeri, come dei fili sottili sospesi a mezz’aria: dei legami.

-Credo di vederli, ma come dovrebbe aiutarmi?-

-Per prima cosa ti renderai conto che il mondo non gira tutto intorno a te e poi...Il resto te lo diranno loro.-

Poi il controllore si alzò e si avvicinò al primo passeggero per controllare il suo biglietto.

Biglietto Prego

Chiedeva un titolo di viaggio“Signorina, il suo biglietto.”sussurrò il controllore incuriositoda quella donna di prima classeocchi incandescenti in piedicontro un finestrino.Riconobbe lo stesso cuore obliterato,orecchie abituate ai fischi,ma troppa fretta per le regole:preferiva pagare, caro.

Meteora

Bastò la luce di un’iridee la mia bussola tremòdavanti a quegli occhi magneticipassati in un attimo accanto.Una volontà di ferroteme solo le calamitàche sbilanciano i passi.Fu il tremito di un solo secondola voce del vuoto che chiamama io non rispondo.Mentre ci allontaniamobrillano aurore borealitra me e te, ora.

In Funzione di

Quando disegni note in ariale tue dita sfiorano lo sguardo.Sarebbe scortese chiederecome ti si sono spezzatele linee della mano?Vorrei accarezzarti la pellestudiare concavità e convessità,seguire i punti, massimi e minimi,toccare i ricordi che hai esclusodal tuo dominiocosì da poterti descrivere.Le risposte che guarisconosottintendono domande taglienti,le mie vanno ricalcolatein funzione di te.

Coincidenze

Bologna scusamise questa volta cambio e bastae non mi fermo nemmeno a salutarema ci sono treni da prenderecoincidenze che devo rispettarese voglio arrivare dove voglio.Ho l’impressione che Dio siaun capostazionecapace di manovrare gli scambidi gestire ritardi e ripartenze.Lo dico a metà del viaggioche nonostante tuttoio credo alle coincidenze.

Ritardando

Avevi un’aria stonatain mezzo a quel trenoil tuo ritmo ha fatto inciampare i pensieripicchiettavi fuori tempocontro il finestrino.Ti sei voltato adagio,hai sostenuto lo sguardo,con un largo sorriso.Eravamo già d’accordoa viaggiare ritardando.

Doccia fredda

Lasciato l’ultimo vestitomi sono visto nudo, allo specchioprima di varcare la soglia.Aspettavo un battesimo adultoche pulisse il petricore dalla pelle,che mi convincesse a scorrere via da quiseguire la corrente, scivolare,sciogliermi nel flusso delle lacrime.Ma l’attimo dell’impattoè sempre il più doloroso,folgorato dal freddo ho chiuso gli occhi:brillava l'arcobaleno nel buioe la luce veniva dal profondo.

Atto 05

Lo scambio

Il ragazzo guardava assorto dal finestrino.

Ogni viaggiatore aveva la sua ragione per essere su quel treno, c’era del mistero in ciascuno di loro. Percepiva l’ansia della viaggiatrice, l’interesse reciproco tra il matematico e la musicista, la calma imperturbabile dell’equilibrista.

Ogni viaggiatore aveva la sua storia da raccontare, ognuno dal suo punto di vista, i legami che univano i passeggeri erano sempre più aggrovigliati .

Il ragazzo si fermò a realizzare quanto aveva appena capito, anche il suo viaggio aveva un significato, quale? Cosa stava cercando?

Lentamente il treno iniziò a svoltare, avrebbe voluto parlare ancora con il controllore, seduto all’altro capo del vagone, ma sentiva che doveva fare un passo in più da solo.

I passeggeri erano ancora ai loro posti, aspettavano solo che qualcuno li guardasse.

Ecco cosa avrebbe fatto: li avrebbe raccontati..

Speleologa

Sei la prima a notare i solchiagli estremi dei miei sorrisia studiare l'erosione del visoper capire cosa si è consumato,qual è stato il prezzo delle mie risate.Attenta a scavare nel passatoho l'anima carsica giù nel pettoma tu afferri la torcia e ripeti“adoro i tuoi sorrisi scoscesi”.

Corrente

Tu sai amare goccia a gocciafino a scavare un postoper le mie dita tra le dita,hai la pazienza dell’acquadi levigarmi un sorrisoe lasciar scorrere via le paure.Con te voglio attraversare il maremano nella mano.Siamo ciò che resta dell’erosione.

Sette di mattina

Ti guardo ad occhi chiusiper paura di svegliartipercorro i corridoi delle tue bracciacon la cura di evitare gli spigolie gli scricchiolii del tuo corpoche conosco come casa miacome le tasche della giaccache infilo di soppiattomentre esco.Ti lascio un bacio sulla frontericordo del nostro buioprima di aprire le persiane.

Stato solido

Apri gli occhi adessoservono stelle con raggi di mascaraper riscaldare lo spazio che ci avanzatu che ti infiammi per una parola freddascioglimi un dubbioti sembro diverso?non rispondermi a ricordinon ho problemi di memoriasono solo stanco di non trovare spiegazioniin fondo il nostro rapportonon è mai stato solido.

Soprabito

Indosso, ancora strettoun tuo breve abbracciocerniera di dita sulla schienasopra alla mia uniformeadesso ci sei tua scaldarmi le spalle.lo abito, mio malgrado.

Ellisse

Ho capito giocando con teche al centro di tutto stanno le regole:insomma, mantenere le distanzefinché non ci si mette a fuoco.Forse sono andato troppo avantiquesto è il puntosmettiamo di girarci attornotu volevi solo chiudere un cerchio, iocondividere un’ellisse.

Atto 06

Forza

Io c'ero

Io c’erobruciavo in tua presenzala fiamma scavavala ceragoccia a gocciafino a scoprire l'osso, un filodi cenereperso nel buioun ultimo alito di fumo"è compiuto"ma adesso è lucenella notte

Pagina

Voglio voltare paginatremare sotto alle ditadi chi non giudica la copertina,scorre sangue nelle venaturema nessun tatuaggio d’inchiostroperchè i fogli bianchi sono ottimi specchi.Voglio lasciartene unoalla fine del mio libro.

Una sottile linea gialla

C'è una sottile linea giallatra i binari e le panchinetra gli sconosciuti e gli intimiche ho sempre voluto superare,ma dovrei essere puntualeper salire su quel treno,aspettare il fischio del frenoper non sbagliare il passo.Io credo nelle coincidenzenella magia delle stazioni italianeche ripetono ad ogni passeggero“Allontanarsi dalla linea gialla”ma non avvertono mai di“Stare attenti al vuoto”.

Ottobre

Sarà che il freddo ghiaccia le carezzeche gli abbracci bagnati si sciolgonosarà che i baci erano certezzeche le solite scadenze incombono.Chissà se l'autunno ci ha mai pensatoai danni immensi che fa ai rapportialla pioggia di lacrime che ha causatoal trauma dei vestiti ancora corti.Non abbiamo la forza delle foglieabituate a tramontare ogni annoloro non si lasciano cadereprovano a volare.

Le regole dei viaggi

I viaggi hanno regole ferree:la prima è che si deve viaggiarein tutti i modi e in tutti i sensiche si faccia in compagnia o con se stessi;la seconda è non abituarsiprovare sempre almeno un'avventuraun cibo o una strada diversase serve un sentimento;la terza è non avere regoleseguire a stento quelle necessarieda infrangere in caso d'emergenza.L'unica da ricordare sempre è chegli amici purtroppo si incontranospesso alla fine.

Questione di rapporti

Avevo tracciato una lineaper separare lo spazioda chi mi sta intornovolevo mettere un puntorestare isolato.Ma tu sapevi dimostrare l’assurdomi hai insegnato a cercare l’infinitoa contenerlo, tra alti e bassi,a inscatolarlo per un traslocohai dimostrato che continuando a dividereesisterà sempre almeno un punto in comune.La nostra è stata una parentesi, chiusama mi ha insegnato che la vitaè questione di rapporti.

Nota

Cala la notte dietro alle quintesotto una pioggia di applausi,vibrano ancora le dita, nudeche ho imparato a ripararedalle pressioni sbagliate.Finalmente dietro al siparioci sei tu a tenermi per manoogni volta che ti ritrovo.Per amare e suonare occorreil coraggio di accettare le assenze.