Sarebbe scortese chiedere
Cosa è successo alle tue mani
dove sono nati i tagli che chiami
cronici
vorrei accarezzare la storia
di quelle dita ferite
sfiorare i fatti
fiamme
scavano la cera senza bruciarla
le risposte che guariscono
sottintendono domande taglienti
Allora allora, cosa abbiamo qui.
Vedo l’onnipresente stazione, che poi sfuma, con il pretesto di una bella passeggera, verso qualcosa di molto più profondo e personale, più vissuto e meno esercizio di bravura.
L’ordine mi sembra efficace, la sensazione è davvero quella di scendere una scala verso un livello più profondo e personale. Mi sembra anche che in tutte le poesie si colga bene la lontananza, anche se questa si trasforma attraverso i componimenti: si fa in qualche modo più malinconica poesia dopo poesia, cambia un po’ di segno (come diceva la Bernardi <3 ).
Le tue dita catturano lo sguardo
quando disegni note in aria.
Sarebbe scortese chiedere
come si sono spezzate
le linee della tua mano?
Vorrei accarezzarti le dita
studiare concavità e convessità
sfiorare i punti, massimi e minimi
così da poterti descrivere.
Le risposte che guariscono
sottintendono domande taglienti,
le mie vanno ricalcolate
in funzione di te.
essere tangente alla vita
la linea spezzata della pelle
punti
traiettoria
io sono come l’immagine in funzione di te, incognita