La mia vita è votata alle abitudini
la stessa canzone per la sveglia
il profumo dei tuoi fiori di pesco
la giacca a scaldare il petto sempre gelido.
Sui miei treni voglio ordine
pretendo sorrisi e scambi
puntuali.
Ho imparato dai binari a vivere parallelo
scorrere accanto ai ricordi
senza fretta
con sguardo fisso, metallico
verso la prossima stazione
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Ogni partenza ha il suo rituale
la sua puntuale liturgia
le porte chiuse, l’inizio della litania:
elenco di prossime stazioni.
È l'abitudine di obliterare rapporti
decidere a tavolino le deviazioni
che mi ha portato a camminare
lontano dalle orbite.
Quante ne ho attraversate
di gravità altrui
ignorando l'attrazione.
Ho fatto del viaggio la mia vita
collezionato titoli
fino al capolinea
Ti insegnerò a obliterare rapporti
collezionare titoli
per ogni tuo racconto
scoprire la loro gravità,
dovrai imparare a camminare
parallelo alle orbite dei tuoi passeggeri.
Ho votato la mia vita a questa vocazione,
lasciato il resto fuori dal finestrino
sarò la tua deviazione
A me è dato il ministero
di obliterare le destinazioni,
benedire i viaggiatori
preservare la fede nelle coincidenze.
da quando ho indossato la prima giacca.
La vita ora scorre accanto
fuori dal finestrino.
Ho reso la mia vita un gioco di scambi
e io sono di passaggio
tra i passeggeri
dimenticavo l'importanza di una deviazione
Solo una volta mi ha tradito una coincidenza
ma alcuni treni non passano due volte
Curioso con occhi metallici
si rifugia nelle abitudini
nell’abbraccio della divisa
Fede di puntualità
vita di ricordi
scendere al capolinea
la gravità delle parole
ogni mia parola è una profezia